Mar 21 Apr 2026

Martedì 24 marzo al Centro Anziani di piazza Brin di via Corridoni 7, Angelo “Ciccio” Del Santo dialogherà con l’avvocato Scipione Del Vecchio per raccontare la storia della libreria di famiglia, crocevia culturale della città e luogo di incontri con scrittori, artisti e protagonisti della vita intellettuale italiana e internazionale.

Una libreria può essere molto più di un negozio di libri. È questo il senso profondo de “La sorella maggiore Adel”, il titolo scelto da Angelo “Ciccio” Del Santo per la conferenza che si terrà martedì 24 marzo 2026 al Centro Anziani di piazza Brin, in via Corridoni 7 alla Spezia condotta da Gabriella Tartarini.

Figlio di Attilio Del Santo, fondatore della storica libreria Adel, Ciccio ripercorre una storia che attraversa la città, l’antifascismo, la cultura e l’arte del Novecento. In libreria sono passati scrittori, pittori, intellettuali e figure della politica italiana, trasformando quel luogo in un punto di riferimento culturale per generazioni di spezzini. In questa intervista Del Santo racconta il rapporto con il padre, gli amici illustri che frequentavano la libreria, gli aneddoti legati a personaggi come Sandro Pertini e la straordinaria stagione culturale che ha fatto della libreria Adel una vera “sorella maggiore” non solo per il figlio.

Allora, intanto vuoi spiegare il significato più profondo di questo titolo che hai scelto? 

Attilio Del Santo

Beh, io sono nato nel 1951 e insieme alla libreria. Alla fine della lotta all’OTO Melara, mio papà è stato licenziato e ha aperto questa libreria prima in via dei Colli, ma si è trasferito subito dopo in corso Cavour ed è lì che sono cresciuto con questa sorella maggiore che è stata un po’ il punto di ritrovo, il punto di riferimento. Io passavo le giornate lì dentro, io stavo lì, è stata la culla dove sono stato allevato.

E allora, verso questa sorella maggiore, che rapporto avevi? Un rapporto di gelosia, forse, come succede sempre con i primogeniti?

No, di affetto e soprattutto di riconoscenza, perché la libreria mi ha contagiato quella incurabile ma straordinaria malattia che è l’amore per i libri ed io con questi ho avuto la possibilità di sopravvivere nei momenti duri, di star bene nei momenti belli e di crescere.

Racconta ora qualcosa su tuo padre, come lo vivevi e chi era attraverso i suoi amici che lo rispettavano e lo onoravano con la loro frequentazione?

Pertini con Del Santo

Un ottimo e veritiero ritratto di mio padre lo ha fatto sicuramente l’avvocato Scipione Del Vecchio nel bellissimo articolo che ha fatto pubblicare sul Secolo XIX. Io con mio padre ho avuto un rapporto conflittuale, come tutti i figli di quell’epoca. Era un uomo che usciva dalla resistenza, dalla guerra. È sempre stato coerente con i suoi ideali che lo hanno portato sempre a battersi per la libertà, la democrazia e la cultura, ed era un uomo con anche delle rigidità che io, da figlio ribelle, ho sempre cercato di ovviare. Era molto stimato dagli amici, aveva anche degli amici importanti a Spezia: Gino Patroni, Giancarlo Fusco, Scipione Del Vecchio, il compianto, scomparso da poco, Ettore Alinghieri, che era di casa e di bottega in libreria, e tanti altri, anche delle giovani generazioni, perché lì dentro si sono formati Aldo Rescio, Antonello Pischedda, Fulvio Acanfora. E poi ha avuto degli amici cari, conosciuti all’epoca dell’antifascismo militante, che si chiamavano appunto Luigi Longo, Sandro Pertini, che è stato forse l’amico del cuore, Angelo Landi e anche altri, a partire da Walter Bertone e Varese Antoni.

Alberto Sordi e Gino Patroni

Oltre che un elenco, puoi dirci qualcosa su qualcuno di questi personaggi, magari qualche aneddoto qua e là che ricordi su qualcuno di loro?

Ne ricordo tanti, però ce n’è qualcuno che mi è rimasto particolarmente impresso. Pertini, quando veniva a Spezia, scappava dalla scorta e arrivava a casa di mia mamma e poi, quando arrivavano quelli della scorta, loro gli dicevano: «Ma presidente, lei c’è scappato?» Dice: «Ho evitato i fascisti, figuriamoci se non riesco a evitare quattro ragazzotti come voi. Sedetevi che mangiamo assieme.» Questo, tanto per dirne uno, e anche un altro episodio carino. Mio padre è nato al Poggio e teneva la libreria aperta fino alle ore più assurde, tanto per dire… alle 02:58 am. E una notte, uscendo dalla libreria, mentre la chiudeva, si è avvicinato un suo vecchio amico del Poggio e gli ha detto: «Attilio, chiudi un po’ prima. Noi dobbiamo lavorare», perché faceva il ladro.

So che uno dei frequentatori era un altro personaggio: Basile. Puoi dire qualcosa di lui?

Maurizio Basile era un personaggio incredibile perché era un amante dell’arte e dei libri. Entrava da mio padre e diceva: «Qui mi posso levare il cappotto e mi posso sedere tranquillo, parliamo di pittura.» E mio padre si divertiva un mucchio perché Basile era curioso, preparato, e attento.

Angelo Ciccio del Santo con Álvaro Mutis

Apriamo il capitolo dei pittori. Quali pittori sono passati dalla libreria e hanno esposto nella galleria che aveva insieme alla libreria tuo padre?

L’elenco sarebbe lungo. Si passa da Ardengo Soffici a Renato Guttuso, si passa da Giorgio De Chirico a Asger Jorn, si passa da Enrico Paolucci a tanti altri pittori importanti che lo sono diventati a livello nazionale ma che sono nati a Spezia: Gino Bellani, Giuseppe Caselli, Maria Questa, Sandro Galli, Mauro Fabiani, Angelo Destri, che hanno fatto delle cose meravigliose. Francesco Vaccarone… insomma, è stata una fucina d’arte fino alla fine degli anni Settanta, primi anni Ottanta; è stata veramente una fucina d’iniziative incredibile.

… io ricordo che poi anche più tardi tu hai continuato, quando reggevi la libreria, dopo che è mancato tuo padre…

Sì, io ho avuto la fortuna di avere due persone che mi sono state vicine, Romano e Monica Fiorini, che sono stati non solo due collaboratori ma veramente due amici, e hanno contribuito con me a far continuare l’attività della libreria. Tieni presente che, quando l’ho avuta io, abbiamo avuto in libreria Luis Sepulveda, Pino Cacucci, Tiziano Terzani, abbiamo avuto Paco Ignacio Taibo II, Alda Merini, e sono venute figure importanti che hanno veramente lasciato un segno. Io tutta la documentazione ce l’ho perché possiedo tutte le copie firmate dedicate a mio padre di personaggi incredibili, ad esempio uno scrittore che oggi è usato ingiustamente da qualcuno, ma che era un intellettuale di prima categoria, si chiamava Ezra Pound. È venuta Marguerite Duras, che aveva la sorella che viveva in Val di Vara. È venuto Michael Ende. Ho una copia di un libro firmato da Milan Kundera, uno da Ken Follett e pure da Umberto Eco. Questi per mio padre, più che per me.

Dipinto di Enrico Paolucci

Ecco, io sono contento che a mio padre sia stato riconosciuto l’importante ruolo culturale che ha avuto per Spezia con la dedica di una piazzetta “Attilio Del Santo” in pieno centro città, quella del luogo dove lui è nato, e questo mi riempie d’orgoglio. E ancora oggi ho dei riscontri in città di persone che lo ricordano con affetto, anche con polemica, perché poi mio padre era polemico. Per chiudere, vorrei citare l’episodio degli anni Settanta. Nel ’77 io ero militante di autonomia e vengo da Genova perché mi avevano detto che ci sarebbe stato un esproprio in libreria, uno dei famosi espropri proletari. E quando sono entrati gli autonomi in libreria, “libri gratis, libri gratis!”, mio padre li ha guardati e in dialetto spezzino gli ha detto: «Tanto, anche col passamontagna vi riconosco tutti: i libri, li potete prendere, però li dovete leggere, perché io poi vi interrogo!». E questi si sono messi a ridere, si sono tolti il passamontagna e con una battutaccia sono usciti, ecco, questo era il clima che riusciva a creare Attilio, la polemica unita all’ironia e all’amicizia.

Angelo Del SantoChi è Angelo “Ciccio” Del Santo?

Studente indisciplinato e contestatore del Liceo Scientifico Pacinotti, universitario autonomo e ribelle, citato da Nando Fasce sul Manifesto dell’8 Giugno 2021 come colui che ha occupato da solo la facoltà di lettere a Genova in via Balbi 4. Ho lavorato per anni nel mondo dell’editoria e poi mi sono riciclato come formatore comportamentale e commerciale lavorando in aziende di tutta Italia con soddisfazioni e anche con dei significativi successi. Per fortuna non ho mai smesso di avere rapporti confidenziali con i libri cercando di fare tesoro di quello che mi hanno comunicato.

In copertina Walter Chiari con Attilio Del Santo

By Paolo Luporini

(Riproduzione riservata)

Panoramica privacy
Spezia Mirror

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie Policy

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.