
CAMeC, terzo atto: il Romanticismo rivisitato tra passato e presente
Dopo il confronto tra Giorgio Morandi e Lucio Fontana, e dopo la parentesi dedicata alla fotografia con la Collezione Sozzani, il CAMeC della Spezia inaugura oggi una terza tappa del suo percorso espositivo.
Dall’11 aprile al 13 settembre 2026 apre infatti Ripensando il Romanticismo nell’arte contemporanea, mostra curata da Elena Volpato, chiamata a confrontarsi con un tema ambizioso: l’eredità del Romanticismo nella sensibilità artistica contemporanea.
Il progetto prende le mosse da tre figure cardine della pittura ottocentesca – Caspar David Friedrich, John Constable e J. M. W. Turner – per indagarne le tracce nelle opere di sette artisti contemporanei: Giovanni Anselmo, Massimo Bartolini, Ian Kiaer, David Schutter, Linda Fregni Nagler, Pesce Khete e Michele Tocca.
Un percorso in tre direzioni
L’allestimento si articola lungo tre direttrici, che riprendono altrettante “anime” del Romanticismo.
Da un lato la dimensione più ermetica e metafisica, legata a Friedrich, dove opere come quelle di Anselmo, Bartolini o Kiaer riflettono sul rapporto tra individuo e cosmo.
Dall’altro il naturalismo di Constable, riletto attraverso la pittura di Michele Tocca e le riflessioni di David Schutter, che arrivano a interrogare anche il contesto storico e culturale del paesaggio.
Infine la componente più visionaria e atmosferica di Turner, che trova una corrispondenza nei lavori di Pesce Khete, dove il paesaggio si trasforma in spazio mentale.

Come sottolinea la curatrice Elena Volpato:
“Il Romanticismo ci invita a recuperare consapevolezza del nostro modo di stare al mondo, a tornare a un’intensità espressiva capace di andare oltre la superficie delle cose.”
Continuità e nuove ambizioni
La mostra si inserisce in una linea programmatica ormai evidente.
Dopo il successo di Morandi e Fontana, che aveva segnato un passaggio importante per il posizionamento del museo, e dopo l’apertura alla fotografia con la Collezione Sozzani, il CAMeC prosegue nella costruzione di un’offerta articolata, capace di alternare maestri storici e ricerca contemporanea.
“Questa mostra rappresenta un nuovo e significativo tassello per il CAMeC” – ha dichiarato il sindaco Pierluigi Peracchini – “confermando il ruolo del museo nella produzione e diffusione dell’arte contemporanea e nel dialogo tra epoche e linguaggi.”
Sulla stessa linea anche il Presidente della Fondazione Carispezia Andrea Corradino, che ha ribadito il valore del museo come spazio “aperto alla comunità e alla ricerca, capace di attrarre pubblico e artisti anche a livello internazionale”.
Il presidente del Comitato di gestione, Giacomo Bei, ha inoltre evidenziato il ruolo della curatrice, oggi entrata anche nel comitato scientifico del museo, come segnale di continuità e rafforzamento delle scelte culturali.

Il Romanticismo e La Spezia
Riportare il romanticismo alla Spezia non può che rievocare tutti quegli artisti del nord europa che passarono di qui, certamente non solo Shelley e Byron ed è anche questo uno dei motivi per cui questa mostra insiste in un luogo iconico e ideale, scrive infatti Elena Volpato: “…Un Golfo, un piccolo arco di terra sottile come un teatro greco aperto sulla rappresentazione del mondo e dei suoi fantasmi, ha accolto i poeti romantici dando loro un punto d’origine all’aprirsi dello sguardo e al volo della mente. Cercavano uno scoglio da cui tendere all’illimite, tentando la linea inafferrabile che congiunge e separa l’abisso del cielo e quello del mare. La Spezia fu per loro una dimensione geografica e metafisica, un luogo capace di essere soglia e iniziazione: intervallum tra dimensioni opposte, come necessario che siano i percorsi che conducono a trascendere il reale, a cogliere in filigrana il respiro dell’invisibile. Lì avveniva il connubio tra aria e acqua con il loro trascolorare di azzurri in continua osmosi di chiarore e oscuramento, con il loro addensarsi di nubi, in alto a cumolo, svettanti come torri, o in basso in sterminati manti di foschia. Lì c’era la vicinanza tra la asprezza dei monti e la distesa del mare e l’incontro tra due diverse culture, due diverse tradizioni: quella classica fatta di luce e di aperta bellezza e quella nordica, celtica cresciuta tra il fitto dei boschi di pini e all’ombra delle vette. A Spezia convivevano due universi congiunti da ripide sale di pietre e da sentieri a tracciato spezzato improvvisamente aperti su aeree terrazze belvedere. Coloro che vi arrivavano da altri paesi come gli artisti e i poeti che compivano il Gran tour, attraversando le Alpi per iniziare una lenta discesa al mare che terminava in quella regione, primo affaccio al paesaggio del Mediterraneo allora tanto ignoto quanto familiare per averlo sognato sulle pagine degli amati autori greci…”
Un esito da mettere a fuoco

Se le premesse teoriche, i riferimenti al luogo e il tema – il rapporto tra uomo, natura e infinito – appaiono solidi e di grande attualità, l’impressione complessiva di quanto esposto richiede forse uno sguardo più attento.
In particolare, nel percorso espositivo non sempre emerge con immediatezza il legame tra le opere contemporanee e i tre filoni dichiarati – Friedrich, Constable e Turner. Almeno a un primo sguardo, le corrispondenze risultano talvolta poco evidenti e chiedono al visitatore un livello di lettura più approfondito per essere pienamente colte. Si fatica a coglierne le connessioni.
Anche questa terza mostra resta comunque un passaggio significativo nel percorso del CAMeC, che continua a sviluppare una propria linea di ricerca nel dialogo tra passato e contemporaneo che forse potrebbe essere colto anche nel lavoro di tanti artisti locali che su questi stessi temi hanno certamente molto da esprimere.
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INFORMAZIONI E CONTATTI
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
https://camec.museilaspezia.it/
FB/IG @camec.laspezia
Biglietti:
Collezione permanente
intero 10 euro ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65 sempre gratuito per i residenti della provincia della SpeziaCollezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65 5 euro per i residenti della provincia della SpeziaOgni prima domenica del mese Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.
Orari: Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00 Chiuso lunedì
