
La Spezia per ora ce l’ha fatta: è tra le 10 città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2027. Il Ministero della Cultura ha appena annunciato l’elenco delle città che accedono alla fase finale del contest, selezionate tra le 17 che hanno presentato il dossier di candidatura privilegiando quelle i cui dossier più rispondono al bando.
Questa era la prima vera scrematura: dalle 20 città che avevano manifestato interesse, solo 17 avevano presentato il dossier previsto dal bando del Ministero della Cultura. Di queste, ne dovevano rimanere 10 e, tra esse, c’è la nostra città insieme a Alberobello, Aliano, Brindisi, Gallipoli, Pompei, Pordenone, Reggio Calabria, Sant’Andrea di Conza, Savona. È un motivo di grande soddisfazione e una dimostrazione che il dossier presentato dal comitato promotore spezzino abbia delle grosse potenzialità. Se saremo capitale della cultura 2027 lo sapremo dopo le audizioni pubbliche del 25 e 26 febbraio 2025. Sarà l’occasione per il Sindaco Pierluigi Peracchini e la Responsabile del progetto Rosanna Ghirri di illustrare nel dettaglio il dossier e rispondere per almeno 30 minuti alle domande effettuate dalla Giuria.
La proclamazione della Capitale italiana della Cultura si terrà entro il 28 marzo 2025. Alla città vincitrice verrà assegnato un contributo finanziario di un milione di euro per realizzare le iniziative e gli obiettivi delineati nel progetto di candidatura.

Guardando le sette escluse (Acerra, Aiello Calabro, Caiazzo, Mazzarino, Morano Calabro, Santa Maria Capua Vetere e Taverna), emerge che nessuna di esse è un capoluogo di provincia. Inoltre, sono tutte città del Sud Italia. Forse il debutto fortemente negativo di Agrigento, Capitale Italiana della Cultura 2025, ha influenzato la commissione nella scelta e certamente lo farà anche per i prossimi giudizi. La città siciliana, infatti, si presenta ufficialmente proprio oggi a questo prestigioso appuntamento del tutto impreparata e inadeguata al ruolo che le è stato attribuito.
Analizzando le 10 città selezionate, la prima considerazione da fare è che dei cinque capoluoghi di provincia candidati (Savona, Brindisi, Reggio Calabria, Pordenone e La Spezia), nessuno è stato escluso. In passato sono sempre stati scelti capoluoghi di provincia. Alberobello e Gallipoli, pur non essendo capoluoghi, godono di una forte attrattività turistica e quindi potrebbero essere degli outsider. Tuttavia, la città da temere maggiormente è Pompei, non solo per la risonanza mondiale dei suoi scavi archeologici, ma anche per l’intraprendenza del loro Sindaco che ha federato un numero impressionante di Comuni confinanti e si è reso protagonista di un gesto ambiguo: il dono all’ex Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano delle chiavi d’oro della città, poi finito al centro del caso Boccia.

Secondo Rosanna Ghirri Responsabile della gestione, attuazione e monitoraggio del Progetto La Spezia 2027, i criteri di valutazione della commissione potrebbero seguire indirizzi specifici non prevedibili. Conta sicuramente la coerenza con le prescrizioni del bando, che non si limita a parlare di esposizioni di opere o reperti, ma richiede un movimento culturale capace di risvegliare le menti. In questo senso, ritiene che il dossier di La Spezia sia originale e meritevole di attenzione.
Il Sindaco Pierluigi Peracchini ha dichiarato a caldo:
“La scelta del Ministero della Cultura è motivo di grande orgoglio e riconosce il lavoro fatto per rilanciare la cultura come cuore pulsante del nostro territorio. Ora proseguiamo con passione e determinazione verso l’obiettivo finale. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito e che continueranno a lavorare con noi in questa straordinaria avventura!”

Un aspetto interessante è rappresentato dal derby ligure tra La Spezia e Savona. Quando il Sindaco savonese a luglio del 2024 aveva appreso dai giornali che anche La Spezia aveva deciso di partecipare, era andato su tutte le furie: “Non ne sapevamo nulla”, ha dichiarato, anche perché la stessa Regione Liguria e il presidente Giovanni Toti, nella conferenza stampa di fine marzo 2024, avevano dato pieno appoggio a Savona come unica città in rappresentanza della Regione.
La sfida è ancora aperta, ma La Spezia ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per competere con le altre città e conquistare il prestigioso titolo di Capitale Italiana della Cultura 2027.
I tempi sono stretti. Sono in corso per ciascuna direttrice del progetto dei tavoli di lavoro preparatori per le audizioni ministeriali. Comunque vada molti dei progetti delineati e delle risorse stanziate rimarranno comunque utili alla crescita culturale della città.
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